D I S – M E S S O


in cinque guardano finire

Cinque fotografi per un unico tema: la fine. I loro scatti fermano il tempo su quel momento in cui tutto giunge al termine. Si ritrae la fine di un luogo, di un oggetto, delle persone, di uno stato d’animo, per riflettere sui segni di ciò che rimane dopo. Si può chiamare fine? O piuttosto è una sospensione, una pausa fino al prossimo utilizzo? A rispondere e ad esporre sono i bolognesi Claudio Alba, sui cimiteri monumentali, Norma Gombok, con teatrini inanimati in luoghi realmente vissuti, gli ex-luoghi di Cristiano Antognotti come un ex ospedale psichiatrico, e i trittici milanesi del Collettivo Settantuno64 (Marco Casiraghi ed Elisa Mercadante) che dal 2012 producono una ricerca fotografica comune e intima, senza velleità documentaristica, in cui la città diventa una rappresentazione dell’umano slegata da riferimenti geografici propri, un luogo dell’anima. erso cimiteri monumentali, ma anche verso ex luoghi come un ex ospedale psichiatrico. Spazi perlopiù abbandonati ma che hanno ancora molte storie da raccontare. Dis – Messo. In cinque guardano finire (questo il nome della mostra) è a cura di Alessia Marchi, promossa da Opera Sublime e Decadence ed organizzata da Contemporary Concept.


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