ON TO POP


Qual è l'influenza che la Pop Art esercita ancora al giorno d'oggi? Proviamo a rispondere alla domanda del The Art Newspaper con una mostra. Bologna celebra con una mostra internazionale i maestri della Pop Art, che dagli anni Cinquanta ad oggi hanno catapultato le città di New York e Londra al centro del mondo.

Contemporary Concept, in collaborazione vuole ripercorrere coi i loro protagonisti l’arte che parla un linguaggio che tutti conoscono: quello dei mass media, della pubblicità, della televisione e del cinema, ovvero il linguaggio per immagini tipico della società dei consumi. Un’arte che svela e denuncia lo smarrimento dell’uomo di fronte a una civiltà che impone desideri sempre nuovi e sogni sempre più amplificati. La mostra a partire dal 18 aprile 2019, e presenterà un’ampia rappresentazione del movimento dalle sue origini fino ad oggi. Questo percorso riunisce circa 50 opere realizzate con tecniche diverse, tra cui pittura, scultura, disegni, stampe, fotografie e film. Capolavori di artisti come Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Banksy, Keith Haring, ed artisti attuali come Obey, Mr. Brainwash e Mr. Savethewall. Il nostro sviluppo nell’attuale società capitalistica ci ha portati a diventare “HOMO IMAGO”: la nostra identità è legata al modo in cui siamo rappresentati nelle immagini. Le persone sono al giorno d’oggi un’immagine. Lo sviluppo dei social network come Facebook, Instagram e Twitter, che sono inondati di immagini, dimostra questo punto di vista. La Pop art, forse più di qualsiasi altro movimento artistico, ha anticipato questa deriva, offre confronti e illustra la persistente importanza delle immagini nella nostra società contemporanea: ne emerge che la Pop art non si è mai arrestata.

L'ambizioso progetto di questa mostra introduce diverse prospettive sul movimento e invita a una nuova comprensione di un periodo che ha drammaticamente influenzato gli sviluppi artistici del successivo mezzo secolo. I visitatori saranno accolti in galleria da diverse opere prime tra cui la più famosa opera diventata icona della Pop Art di Andy Warhol “Marilyn Monroe” (1962) realizzata con una tecnica (innovativa per quegli anni) la stampa serigrafica fotografica. Questa tecnica sarebbe diventata in seguito lo stile definitivo di Warhol: era semplice, rapida e si potevano effettuare più volte leggere modifiche alla foto. È difficile da immaginare, ma fu per pura coincidenza che Warhol decise di ritrarre Marilyn Monroe. Lei morì quello stesso mese ed il suo bel viso, così come la sua fama, sembravano perfetti per quella stampa ripetitiva e per quelle opere d'arte simili ai cartoni animati. E aveva ragione! A seguire un’altra opera icona di Roy Lichtenstein con Shipboard Girl (1965) una delle prime stampe pop art di Lichtenstein, quando ha adottato questo stile. Lavorava negli anni '40 e '50 in uno stile più astratto, uno stile che era più comune in America a quel tempo, e non fu fino all'inizio degli anni '60, quando tornò a New York che sviluppò in questo stile di fumetti che usa questo dot pattern, noto come punto Benday, per creare le sue scene. Questa stampa è stata descritta come tra quelle che "non abbassano l'arte al livello del fumetto ma alzano il livello del fumetto al livello dell'arte alta". Lavori Iconici che hanno contribuito a definire la Pop Art americana, un tipo molto diverso di arte "di tipo americano", che alla fine degli anni '60 aveva eclissato il predominio dell'Espressionismo Astratto sulla scena di New York. Queste due opere (insieme alle opere Banksy e Keith Haring) saranno a confronto con i lavori di Obey, Mr. Brainwash e Mr. Savethewall ancora oggi protagonisti attuali della scena internazionale, testimoni della nuova società e della nuova arte che la rispecchia e che prende il nome di Pop Art.


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