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MACROCOSMI – Ordnungen anderer Art

January 21, 2015

CUBO Centro Unipol Bologna presenta MACROCOSMI Ordnungen anderer Art, Organismi fuori centro, un progetto a più voci che si muove nello spazio internazionale dell’Arte Contemporanea, lungo un asse di creatività e congiunzione che va da Bologna a Berlino e da Berlino a Bologna, in concomitanza con la 39ma edizione di Arte Fiera e, a settembre 2015, in occasione della Berlin Art Week.


La struttura del progetto MACROCOSMI, il cui logo e video logo è stato ideato da Lemeh 42, comprende un dialogo artistico e intellettuale tra soggetti che indagano il transitorio, l’instabile cioè proprio di quegli “organismi fuori centro” sfuocati, mai prestabiliti, sempre in continua trasformazione come la nostra incerta società contemporanea suggerisce.

 

Dallo Spazio Arte di CUBO si innesca, ad effetto domino, la relazione tra Arte e Città, in un dialogo tra le persone e il tessuto urbano. Il senso è quello di arricchirsi attraverso le differenze e abolire le distanze, stabilire pratiche di relazione per ampliare la visione e allacciare necessità. L’esposizione è accompagnata da un video che documenta il processo attraverso il quale ciascun artista è arrivato al risultato finale, all’opera e alla sua condivisione e abitazione dello spazio. La storia degli organismi fuori centro, dal momento del concepimento, passando per la germinazione, fino a giungere all’epifania dell’esposizione, dialoga tra Ettore Frani, Gianni Moretti, Stefano Ronci e Ingeborg zu Schleswig-Holstein rimbalzando dapprima all’Accademia di Belle Arti di Bologna che, in qualità di partner, aderisce al progetto ospitando un’installazione multimediale, di Branka Pavlovic nel cortile dell’Aula Clementina, un workshop e una tavola rotonda dedicati e condivisi con l’associazione berlinese nGbK che a sua volta ospiterà, durante la Berlin Art Week, quattro giovani artisti formatisi all’interno dell’Accademia stessa. A seguire MACROCOSMI rimbalzerà negli spazi performativi della Sala Studio di Teatri di Vita, in via del Pratello 90, che accoglie una serie di performance e di azioni incentrate sul dialogo e sulle interazioni tra artisti e pubblico oltre ad un’esposizione collettiva.

 

Annalù, appartiene a quel genere di artisti per i quali il dominio della materia, della chimica, delle sostanze fisiche, è parte integrante di un più ampio processo di esplorazione che coinvolge certamente l’arte ma anche le dimensioni più impalpabili dello spirito. Nelle opere dell'Artista è presente un senso di metamorfosi, di passaggio, di evoluzione come una sorta di viaggio fra stati diversi, fra realtà differenti, uno spirito di ricerca che condivide alcuni aspetti tipici della scienza alchemica. Un'artista discepola della metamorfosi intenta a penetrare i misteri della creazione, capace di assemblare elementi incongruenti come resine e carta, cortecce e lana di vetro, bitume e sabbia, cemento e radici, per creare nuove realtà, mondi sospesi dove l'alchimia è la leggerezza.

 

Inna Artenova, l'artista avvolge abilmente elementi organici di edifici con scenari quotidiani di tempi passati, fondendoli in forme geometriche e scenari in rovina. Il silenzio e la gravità dell’architettura sono contrastati dall’agilità delle forme, ma sempre con un umorismo. I suoi collages sono pervasi da onirismo, qui l’artista collega segmenti di spazio e tempo, preparati in anticipo, per formare una nuova immagine. Nonostante evidenti contrasti razionali della costellazione irreale di elementi pittorici, sorprende la coerenza e il senso narrativo che ci raccontano una naturale percezione dell'artista. Le immagini si dissolvono regolarmente sui bordi, i motivi pittorici sembrano rivelare un'immagine graffiata, la necessità dell’artista di liberare l'idea dal materiale.

 

Mattia Biagi, da molti anni vive a Los Angeles, mescolando la cultura tradizionale italiana con la sua esperienza di vita negli Stati Uniti, soprattutto in questo lavoro, presentato l’anno scorso al Palais de Tokyo di Parigi, l'artista desidera darci tangibile esperienza della “credenza”, il soprannaturale con le sue sfumature culturali. “Noi non vediamo le cose come sono, vediamo le cose come noi siamo”..., potrebbe riassumersi così il progetto Lucky System di Mattia Biagi. “Ogni situazione, evento, conversazione, oggetto, significa qualcosa di diverso per tutti i soggetti coinvolti. Diamo significati "altri" secondo i nostri sistemi di credenze, e a seconda di come veniamo coinvolti dagli eventi evento”. La superstizione è per l’artista un termine con accezione negativa che definisce un sistema di credenze che gravitano nel soprannaturale. Ogni sistema antropologico possiede questo tipo di meccanismi: un evento porta alla causa di un altro senza alcun processo naturale li metta in collegamento, ogni cultura ha gradi diversi di affezione favorevole o avversa con l'astrologia, la religione, presagi, la magia in contraddizione con la scienza, l’opera di Mattia Biagi è un esperienza nei nostri codici culturali.

 

Grigori Dor, la poetica di Grigori Dor inizia con i collages: carta stampata, giornali, fotografie, riviste patinate, frammenti di immagini, tutto circondato con frammenti di resti dei cartelloni pubblicitari. Gioca con gli elementi di figurazione e astrazione, organizzando i collages in formazioni di collisioni vibranti impregnati di Dadaismo e Surrealismo. La scelta di riutilizzare immagini già pronte, nate per altri contesti, sollevandole per ri- organizzarle trasferendole sulla tela con un processo pittorico, è un tentativo di indagare la memoria visiva collettiva, creando nuovi contesti e realtà.

 

Veronica Montanino, la sua arte prende forma in pitture acriliche su tele e plexiglass di forma organica, ma il colore tende a scivolare in modo invasivo, evadendo i confini delle superfici chiuse, anche su oggetti comuni e spazio quotidiano, contaminandolo. È nelle installazioni site-specific realizzate in palazzi storici che l’artista esprime al meglio la propria attitudine ambientale. Con i suoi lavori, Veronica Montanino ricrea mondi prismatici dalle geometrie plastiche, elaborando arcobaleni cromatici che accolgono la crescita embrionale della percezione visiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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